Carissimi amici e devoti del Santuario,
Da molto tempo siamo impegnati ad attuare nel Santuario un programma prioritario, che scaturisce non soltanto dal Diritto Canonico, cioè dalla legge della Chiesa, ma dalla stessa natura e dalla missione di ogni Santuario: “Nei santuari si offrano ai fedeli con maggior abbondanza i mezzi della salvezza, annunziando con diligenza la parola di Dio, incrementando opportunamente la vita liturgica soprattutto con la celebrazione dell'Eucaristia e della penitenza, come pure coltivando le sane forme della pietà popolare."
(Can. 1234 - § 1).
L'impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo animati dalla speranza, ma, parimente, spesso travagliati dalla paura e dall'angoscia, è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l'umanità. Nei santuari spesso arrivano persone lontane dalla fede e dalla pratica religiosa e nulla come la parola di Dio può toccarle nel cuore.
Cristo, primo evangelizzatore e modello di ogni evangelizzatore, annunzia la salvezza, dono grande di Dio, che non solo è liberazione da tutto ciò che opprime l'uomo, ma è soprattutto liberazione dal peccato e dal Maligno, nella gioia di conoscere Dio e di essere conosciuti da lui, di vederlo, di abbandonarsi a lui.
Nei Santuari ci si rende conto che il Signore è una persona che ti vuole bene che ti stava aspettando per farti sentire il suo amore, il calore del suo cuore dove puoi rifugiarti senza timore.
La buona novella del Regno di Dio, la sua parola è proprio per te ed è per tutti gli uomini di tutti i tempi. Quelli che l'hanno ricevuta e quelli che essa raccoglie nella comunità della salvezza, possono e devono comunicarla e diffonderla.
La parola di Dio accolta e meditata nel cuore fa sentire la fame del pane eucaristico, il desiderio di partecipare all’Eucarestia, nella Pasqua settimanale, la domenica, insieme alla propria comunità di appartenenza.
Benedetto XVI nel Convegno diocesano di Roma, ha affermato che la celebrazione dell’Eucarestia costituisce il centro di tutta la vita cristiana per la Chiesa e per i singoli fedeli, perché è l’azione di Cristo e del popolo di Dio per eccellenza.
Nella celebrazione, Cristo è presente. E’ lui che parla quando si leggono le Scritture, è lui che prega nel suo popolo, nella sua persona agisce il ministro. Dunque le Scritture, il popolo, il sacerdote diventano segni della presenza di Cristo. I segni del pane e del vino, convertiti nel Corpo e Sangue del Signore risorto, sono il vertice della sua presenza sostanziale e permanente.
La Messa è azione della Chiesa, vale a dire del popolo di Dio. Il popolo dei battezzati riunito rende presente tutta la Chiesa sparsa nel mondo e insieme la rende visibile e concreta, perché in essa è presente Cristo: Lui la raduna, Lui la fa Chiesa.
Sotto lo sguardo materno di Maria, donna eucaristica, modello incomparabile per tutti, i fedeli vengono aiutati a partecipare alla Santa Messa attivamente e gioiosamente riconoscendo la presenza di Gesù risorto, che comunicandosi ai suoi nella santa Comunione, li invia ad unirsi agli altri fratelli portando il dono della pace e l’invito alla testimonianza.
Ave Maria!
Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco